D. Lgs. 231/2007

D. Lgs. 231/2007

Il D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 rappresenta la cornice normativa in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo nell’ordinamento giuridico italiano. Emanato per dare attuazione alla direttiva n. 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE recante le misure di esecuzione, il decreto antiriciclaggio nel corso degli anni è stato a più riprese modificato dai decreti legislativi adottati in attuazione delle direttive europee antiriciclaggio.

Il D. Lgs. 231/2007 nel testo vigente rappresenta l’approdo normativo delle modifiche introdotte da ultimo dal D. Lgs. 125/2019, che ha dato attuazione alla Direttiva (UE) 2018/843 del 30 maggio 2018 c.d. quinta direttiva antiriciclaggio. Il decreto, valorizzando i principi di proporzionalità e di approccio basato sul rischio, pone obblighi di collaborazione attiva in forza dei quali i destinatari della disciplina indicati all’art. 3 sono chiamati a collaborare con le Autorità al fine di prevenire ed intercettare operazioni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Il decreto valorizza il ruolo delle Autorità di vigilanza e degli organismi di autoregolamentazione, chiamati a declinare le disposizioni antiriciclaggio alle caratteristiche proprie, rispettivamente, dei soggetti sottoposti alla propria vigilanza e degli iscritti.

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